Cerchio più bello. Apre la mostra permanente della memoria storica
Fotografie che raccontano un tempo che fu e che si affacciano sulla terrazza panoramica dalla quale si apre la magnifica vista della piana del Fucino.
Terza pagina Italiana
Emanuele, la sindrome di Asperger e io
La sindrome di Treacher Collins e quel mondo che giudica troppo dall’apparenza
Razzismo, sessismo e frustrazione giovanile quarant’anni dopo “La febbre del sabato sera”
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La regina. Storie di ordinaria solitudine
Fotografie che raccontano un tempo che fu e che si affacciano sulla terrazza panoramica dalla quale si apre la magnifica vista della piana del Fucino.
Era il 1897, quando Gennaro Lombardi, immigrato Italiano, gestiva a New York, insieme ad un connazionale, una panetteria a Little Italy, il cuore della zona italiana di New York.
Che la Storia debba essere riscritta è un dato di fatto, ma che debba essere rivista anche la datazione nella quale collocare l’impiego di tecnologie altamente evolute, è una possibilità che dovremmo iniziare a valutare.
Vi raccontiamo una storia piena di leggende popolari, forse in parte dettate da superstizione. Ma se vi trovate a passare per Roma e per il quartiere Africano, andate a Piazza Elio Callisto. Magari di sera. Così potrete giudicare da voi se c’è un frammento di verità nella vox populi.
Travolgente, come solo una sinfonia che supera tutte le diversità può essere; emozionante come ogni canto che riaccende il ricordo di un dolore remoto; pionieristica, come la straordinaria performance dell’Alexian Group di Santino Spinelli, musicista e musicologo, docente universitario, che per la prima volta unisce la musica classica alla musica Rom.
“Al di là delle Colonne d’Ercole, si trovava allora un’isola più grande della Libia e dell’Asia messe insieme. Dal mare, verso il mezzo dell’intera isola, c’era una pianura; la più bella e la più fertile di tutte le pianure…”.
Nell’anno Mille, a causa della necessità di registrare gli atti di ufficiali fu reintrodotto l’uso del cognome per identificare i nuovi nati. Prevedeva di unire alla persona una caratteristica fisica, come il colore dei capelli, ma anche la provenienza, il tipo di lavoro svolto, il nome del padre.
Realizzato nel 1988, ospita 750 studiosi che conducono esperimenti e ricerche sull’origine dell’universo. La sua posizione sotterranea fornisce un ambiente altamente protetto dai disturbi esterni, come i raggi cosmici, che rende il laboratorio ideale per studiare particelle subatomiche rare e deboli interazioni.
La statua si trova nel luogo in cui Giordano Bruno venne arso vivo sul rogo ed è proprio da quel punto che il volto indirizza uno sguardo severo e austero verso il Vaticano, ovvero il suo carnefice. . La statua è diventata un simbolo della libertà di pensiero e della volontà dell’uomo a lottare in difesa delle proprie idee ma… non crederete mica che il Vaticano si sia arreso così facilmente? Assolutamente no! preti, lo sanno tutti, ne conoscono una più del diavolo ed è così che, in accordo con le autorità romane ed italiche, venne trovato un brillante escamotage. In barba ai divieti urbanistici ai proprietari dei palazzi che sorgevano di fronte al volto della statua fu finanziato l’innalzamento di ben due piani degli immobili, in modo tale da nascondere la veduta della Basilica di San Pietro ai frequentatori di Campo de Fiori.
Siamo in Abruzzo, e la protagonista del libro è Vittoria, giovane adolescente avviata fin da subito all’attività sportiva per volere e desiderio della madre Rosa, a sua volta ginnasta ma con alle spalle un tragico incidente che ne ha stroncato prematuramente una brillante carriera. Le vite della giovane ragazza e della madre frustrata nelle sue aspirazioni giovanili si intrecciano e si confondono reciprocamente: la donna impone alla figlia un duro regime alimentare, un ferreo controllo delle attività di tempo libero e una conseguente e inevitabile limitazione in tutte quelle situazioni di vita e di socialità che dovrebbero invece caratterizzare i ragazzi della sua età.
E mentre le regioni italiane nicchiano e fanno scherzosamente finta che il Molise non esiste, ecco che la testata giornalistica più importante d’oltreoceano, il New York Times, inserisce la regione più bistrattata d’Italia tra le 52 mete turistiche più belle del mondo. Con buona pace e un tocco d’invidia del resto del Belpaese.
Volgarità e arroganza forgiano nuovi e discutibili personaggi televisivi e anche i loro fan, modificando abitudini e modus vivendi degli spettatori, ipnotizzati e storditi da programmi di bassa levatura che sfornano personaggi grotteschi, pagati per apparire in alcuni salotti televisivi che hanno fatto fortuna proprio con il gossip da quattro soldi. Un calderone di sguaiataggine e rozzezza che a una come me, nata negli anni ’70 e cresciuta con la TV dei ragazzi, sta decisamente stretto.