A spasso con Silone
Quel giovedì di ottobre del ’73, lo scrittore infilò la giacca in tweed Donegal, indossò l’immancabile cappello e si diresse alla volta di Aielli Alto dove avrebbe pranzato con l’amico Enio.
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Quel giovedì di ottobre del ’73, lo scrittore infilò la giacca in tweed Donegal, indossò l’immancabile cappello e si diresse alla volta di Aielli Alto dove avrebbe pranzato con l’amico Enio.
Era il 1657 quando il giovane teatino Roberto Paca lasciò l’Abruzzo per trasferirsi nel nuovo mondo.
Mai avrebbe immaginato che suo figlio Aquila sarebbe diventato il primo sceriffo italiano d’America, tantomeno che il nipote William, cent’anni dopo, avrebbe firmato la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti.
Pioveva da settimane e l’umidità penetrava sin dentro le ossa.
I lavori di prosciugamento del lago erano ormai giunti al termine e già cominciavano a sortire gli effetti paventati. I pescatori, rimasti senza lavoro, si rifiutavano di coltivare le terre paludose per timore della malaria e le famiglie povere aumentavano a dismisura.