Perché prima di parlare del Milite Ignoto bisogna conoscere i fatti

Cento anni fa, esattamente il 4 novembre 1921, a Roma, presso l’Altare della Patria, ebbe luogo la tumulazione del Milite Ignoto, la sepoltura simbolica di un soldato sconosciuto e la sua trasfigurazione per onorare valori e virtù di tutti i caduti in guerra mai identificati. L’omaggio più alto dello Stato italiano all’indomani di quello che fu il conflitto più sanguinoso della storia dell’umanità, la Prima Guerra Mondiale.

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Come TV e Web insegnano la maleducazione ai nostri figli

Volgarità e arroganza forgiano nuovi e discutibili personaggi televisivi e anche i loro fan, modificando abitudini e modus vivendi degli spettatori, ipnotizzati e storditi da programmi di bassa levatura che sfornano personaggi grotteschi, pagati per apparire in alcuni salotti televisivi che hanno fatto fortuna proprio con il gossip da quattro soldi. Un calderone di sguaiataggine e rozzezza che a una come me, nata negli anni ’70 e cresciuta con la TV dei ragazzi, sta decisamente stretto.

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Le foibe e la livella degli olocausti

Come si può davanti a questi orrori – compiuti nel nome di un’ideologia o per far prevalere un’appartenenza etnica o per imporre la supremazia di una religione – giustificarne un Olocausto rispetto ad un altro e misurarne la gravità di questi mediante il computo numerico dei morti? Ma il perdono ed il giudizio spettano solo ai discendenti delle vittime. Per noi che siamo estranei vale solo una morale: non ci sarà mai pace fra i vivi se tutti e morti non saranno uniti del ricordo!

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