“C’era una volta a Cerchio”, il libro che sta emozionando l’Abruzzo

C’era una volta a Cerchio non è una storia di emigrazione, ma una delle tante storie di resilienza narrata da dentro, saldamente ancorata all’America – come veniva chiamata all’epoca qualsiasi area del continente a stelle e strisce – quel Nuovo Mondo che allora significava lavoro, soldi, riscatto dalla miseria, ma anche viaggi con il biglietto di sola andata.

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Molisn’t? Chiedetelo al New York Times

E mentre le regioni italiane nicchiano e fanno scherzosamente finta che il Molise non esiste, ecco che la testata giornalistica più importante d’oltreoceano, il New York Times, inserisce la regione più bistrattata d’Italia tra le 52 mete turistiche più belle del mondo. Con buona pace e un tocco d’invidia del resto del Belpaese.

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Il fabbro di Auschwitz e quella B di ‘arbeit’ capovolta che nessuno vide

Jan Liwacz, l’uomo a cui non interessava nulla di politica e di religione, trovò il coraggio di ribellarsi e divenne il rivoluzionario più creativo e geniale della storia del mondo. Fu un lampo di genio, un gesto di ribellione altissimo. La mente di Jan concepì di commettere un errore volutamente costruito e celato ai nazisti per lanciare un messaggio al mondo esterno.
Un messaggio che però nessuno riuscì a comprendere..

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La quarantena degli invisibili

Un numero di pazienti pari al 21,3% della popolazione italiana ha dovuto fare i conti con l’assenza di misure adeguate per rispondere alle necessità basilari, vedendosi spesso negate cure indispensabili per la loro salute. Nonostante un esercito di medici straordinari impegnati in prima linea per salvare vite umane, l’urgenza sanitaria ha condannato all’invisibilità le persone in condizioni di disabilità e con patologie invalidanti per le quali non c’è stato spazio né tempo.

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Emanuele, la sindrome di Asperger ed io

L’Asperger che non conoscevo ha cancellato Emanuele e mi ha consegnato un’altra persona. Un po’ come avviene in certi film di fantascienza, quando le persone vengono sostituite: una sorta di scambio di persona e di personalità. Trent’anni di vita insieme azzerati. Trent’anni di ricordi, di risate, di  giochi, di segreti. L’infanzia, l’adolescenza, i primi amori e le prime delusioni. Tutto perduto. Sparito. Un reset cerebrale.

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I lividi invisibili della violenza psicologica

La violenza non è sempre visibile e non avviene soltanto tra le mura domestiche. Esiste una violenza psichica molto più insidiosa di quella fisica, non facilmente identificabile e ancor più difficile da dimostrare: una sorta di stalking, bullismo e mobbing in un unico e crudele meccanismo di sopraffazione che non lascia lividi sulla pelle ma che conduce alla malattia e spesso alla morte.

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La lirica canta in romanì

Travolgente, come solo una sinfonia che supera tutte le diversità può essere; emozionante come ogni canto che riaccende il ricordo di un dolore remoto; pionieristica, come la straordinaria performance dell’Alexian Group di Santino Spinelli, musicista e musicologo, docente universitario, che per la prima volta unisce la musica classica alla musica Rom.

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Giordano Bruno e quei palazzi di Campo de’ fiori rialzati per nascondere l’onta

La statua si trova nel luogo in cui Giordano Bruno venne arso vivo sul rogo ed è proprio da quel punto che il volto indirizza uno sguardo severo e austero verso il Vaticano, ovvero il suo carnefice. . La statua è diventata un simbolo della libertà di pensiero e della volontà dell’uomo a lottare in difesa delle proprie idee ma… non crederete mica che il Vaticano si sia arreso così facilmente? Assolutamente no! preti, lo sanno tutti, ne conoscono una più del diavolo ed è così che, in accordo con le autorità romane ed italiche, venne trovato un brillante escamotage. In barba ai divieti urbanistici ai proprietari dei palazzi che sorgevano di fronte al volto della statua fu finanziato l’innalzamento di ben due piani degli immobili, in modo tale da nascondere la veduta della Basilica di San Pietro ai frequentatori di Campo de Fiori.

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Alessandra Bucci e il libro metafora che arriva “A ritmo di cuore”

Siamo in Abruzzo, e la protagonista del libro è Vittoria, giovane adolescente avviata fin da subito all’attività sportiva per volere e desiderio della madre Rosa, a sua volta ginnasta ma con alle spalle un tragico incidente che ne ha stroncato prematuramente una brillante carriera. Le vite della giovane ragazza e della madre frustrata nelle sue aspirazioni giovanili si intrecciano e si confondono reciprocamente: la donna impone alla figlia un duro regime alimentare, un ferreo controllo delle attività di tempo libero e una conseguente e inevitabile limitazione in tutte quelle situazioni di vita e di socialità che dovrebbero invece caratterizzare i ragazzi della sua età.

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Come TV e Web insegnano la maleducazione ai nostri figli

Volgarità e arroganza forgiano nuovi e discutibili personaggi televisivi e anche i loro fan, modificando abitudini e modus vivendi degli spettatori, ipnotizzati e storditi da programmi di bassa levatura che sfornano personaggi grotteschi, pagati per apparire in alcuni salotti televisivi che hanno fatto fortuna proprio con il gossip da quattro soldi. Un calderone di sguaiataggine e rozzezza che a una come me, nata negli anni ’70 e cresciuta con la TV dei ragazzi, sta decisamente stretto.

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La prodigiosa acqua archibugiata del Velino

L’acqua archibugiata di Avezzano era un antico distillato a base di decine di erbe medicinali raccolte sul Monte Velino e, in particolar modo, sulla vetta della Majella. Un territorio rinomato nei secoli passati per la varietà delle prodigiose piante officinali presenti sulle montagne, erbe preziose e ricercatissime dagli speziali dell’antichità.

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Le foibe e la livella degli olocausti

Come si può davanti a questi orrori – compiuti nel nome di un’ideologia o per far prevalere un’appartenenza etnica o per imporre la supremazia di una religione – giustificarne un Olocausto rispetto ad un altro e misurarne la gravità di questi mediante il computo numerico dei morti? Ma il perdono ed il giudizio spettano solo ai discendenti delle vittime. Per noi che siamo estranei vale solo una morale: non ci sarà mai pace fra i vivi se tutti e morti non saranno uniti del ricordo!

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