“C’era una volta a Cerchio”, il libro che racconta la miseria dei contadini del ‘900

C’era una volta a Cerchio non è una storia di emigrazione, ma una delle tante storie di resilienza narrata da dentro, saldamente ancorata all’America – come veniva chiamata all’epoca qualsiasi area del continente a stelle e strisce – quel Nuovo Mondo che allora significava lavoro, soldi, riscatto dalla miseria, ma anche viaggi con il biglietto di sola andata.

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Sulla via della Transumanza. A Celano la presentazione dell’Associazione Regio Tratturo

Nasce a Celano l’Associazione Regio Tratturo Celano-Foggia, un organismo unico nel suo genere che si propone di tutelare e promuovere la cultura, la memoria, le tradizioni, i territori della transumanza, l’antichissima pratica pastorale, inserita nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco nel 2019, che ha modellato nel tempo le relazioni tra comunità, animali ed ecosistemi, dando origine a riti, feste e pratiche sociali condivise.

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‘Tra le righe’, la toccante silloge di un grande abruzzese adottivo

Così sono i poeti: animi puri, sempre un passo oltre un’interpretazione lungimirante…la lungimiranza, per loro, non basta. C’è bisogno del sentimento, della nudità del cuore e delle mani, della pienezza del bere ogni attimo come fosse unico, irreversibilmente eterno, bisognoso di essere regalato. I poeti, sospesi a metà tra il trasudato quotidiano e un oltre a cui non rinunciano mai, non si possono emulare, incasellare, imprigionare in etichette. Li si può solo cercare tra le righe.

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La vita romanzata della nipote del Cardinale Mazzarino

Ortensia era eccezionalmente bella, tanto da far perdere la testa a signori e membri delle famiglie reali, compreso Luigi XIV. Affascinante e brillante, divenne rapidamente la nipote preferita di Mazzarino. Nonostante tutto, lo zio rifiutò la proposta di matrimonio per Ortensia da parte di Carlo II di Inghilterra, allora esiliato e con poche prospettive, e la allontanò persino dalle attenzioni del suo figlioccio, il Re Sole, per il quale il ministro italo-francese aveva pianificato alleanze matrimoniali strategiche e ben diverse.

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Esterina Sorge, la donna che partorì sotto le macerie di Avezzano

Alle ore 7, 52 minuti e 43 secondi un forte sobbalzo fece tremare violentemente tutta la terra. Tutto intorno traballava e vibrava. Un devastante terremoto, come pochi se ne siano mai visti, stava scuotendo tutto il territorio della Marsica. Luigi ed i suoi amici facevano fatica a restare in piedi. Il loro sguardo atterrito era rivolto giù verso il luogo in cui avevano lasciato i propri cari. In una manciata di secondi, sotto i loro occhi increduli, videro sbriciolarsi tutte le case della città, mentre un grosso polverone si alzava nascondendo tutto.

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Dal romanzo al film: “L’Arminuta” è un dolore che cerca una casa

La profondità si raggiunge a forza di scavi e gli scavi sono ferite aperte, spelonche di dolore, fessure di pietra tagliente. Una volta arrivati in profondità, nel confine liminare tra la sofferenza e la resa, si può solamente convertire la durezza di un vissuto in una scrittura duttile, che possa elevare al livello di un patimento comune, di un generale “saper soffrire con”. Tutto questo ce l’ha insegnato Donatella Di Pietrantonio, pennese, autrice de “L’Arminuta”.

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Perché prima di parlare del Milite Ignoto bisogna conoscere i fatti

Cento anni fa, esattamente il 4 novembre 1921, a Roma, presso l’Altare della Patria, ebbe luogo la tumulazione del Milite Ignoto, la sepoltura simbolica di un soldato sconosciuto e la sua trasfigurazione per onorare valori e virtù di tutti i caduti in guerra mai identificati. L’omaggio più alto dello Stato italiano all’indomani di quello che fu il conflitto più sanguinoso della storia dell’umanità, la Prima Guerra Mondiale.

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