La comparanza e il sangiovanni

“Ci passe lu sangiuvanne!” si diceva in passato, è indicava appunto un vincolo importante di amicizia o sentimento tra compari e comari, che rimaneva e tutt’ora rimane saldo fino alla morte. A Milano si usava la frase: “San Giuan fa minga ingan!”, a sottolineare la fiducia riposta nella relazione di padrinato.

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The dark side of consumerism: planned obsolescence

Planned obsolescence is a policy of designing or planning a product with a limited useful life or a purposely frail design, so that it becomes obsolete after a certain pre-determined period of time upon which it decrementally functions or suddenly ceases to function, or might be perceived as unfashionable. The rationale behind this strategy is to generate long-term sales volume by reducing the time between repeat purchases (referred to as “shortening the replacement cycle”) .

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Sulla via della Transumanza. A Celano la presentazione dell’Associazione Regio Tratturo

Nasce a Celano l’Associazione Regio Tratturo Celano-Foggia, un organismo unico nel suo genere che si propone di tutelare e promuovere la cultura, la memoria, le tradizioni, i territori della transumanza, l’antichissima pratica pastorale, inserita nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco nel 2019, che ha modellato nel tempo le relazioni tra comunità, animali ed ecosistemi, dando origine a riti, feste e pratiche sociali condivise.

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‘Tra le righe’, la toccante silloge di un grande abruzzese adottivo

Così sono i poeti: animi puri, sempre un passo oltre un’interpretazione lungimirante…la lungimiranza, per loro, non basta. C’è bisogno del sentimento, della nudità del cuore e delle mani, della pienezza del bere ogni attimo come fosse unico, irreversibilmente eterno, bisognoso di essere regalato. I poeti, sospesi a metà tra il trasudato quotidiano e un oltre a cui non rinunciano mai, non si possono emulare, incasellare, imprigionare in etichette. Li si può solo cercare tra le righe.

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Dal romanzo al film: “L’Arminuta” è un dolore che cerca una casa

La profondità si raggiunge a forza di scavi e gli scavi sono ferite aperte, spelonche di dolore, fessure di pietra tagliente. Una volta arrivati in profondità, nel confine liminare tra la sofferenza e la resa, si può solamente convertire la durezza di un vissuto in una scrittura duttile, che possa elevare al livello di un patimento comune, di un generale “saper soffrire con”. Tutto questo ce l’ha insegnato Donatella Di Pietrantonio, pennese, autrice de “L’Arminuta”.

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