Urukundo in Burundi, 160 case per le famiglie Batwa e una scuola dei mestieri per i giovani

Urukundo significa «amore» in kirundi. Prima di diventare il nome di un’associazione, fu la storia di un legame nato da un viaggio. Negli anni Ottanta due volontari italiani, Elio ed Elisabetta, partirono per il Burundi con il figlio Federico, che allora aveva tre anni. A Gitega incontrarono il sacerdote burundese Herman Harakandi e cominciarono a collaborare con lui e con la diocesi.

Il rientro in Italia non chiuse quella storia. Negli anni successivi, nuovi viaggi e scambi coinvolsero le comunità marchigiane e tennero vivo il rapporto con Gitega. Quel legame prese il nome di Urukundo il 9 gennaio 2009, quando a San Costanzo fu costituita l’associazione. A presiederla fin dall’inizio fu Nicola Di Simone, imprenditore abruzzese residente a Sulmona.

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