di Alina J. Di Mattia
Maurizio Enrico Luigi Serra è una delle figure più autorevoli della diplomazia e della cultura europea contemporanea. Diplomatico di carriera, storico, scrittore, docente universitario, ha saputo unire l’esperienza diretta della politica internazionale a una profonda riflessione sul Novecento europeo, costruendo un percorso intellettuale in cui il rigore storico si accompagna a una rara sensibilità letteraria.
La sua vicenda personale e professionale si muove naturalmente tra due mondi: l’Italia, luogo della formazione, e la Francia, spazio della consacrazione culturale, dove è entrato a far parte dell’Académie Française, primo italiano nella storia accolto tra gli Immortels.
Nato a Londra nel 1955, in una famiglia legata alla diplomazia italiana, Serra ha sviluppato fin da giovane una vocazione internazionale. Laureato in Scienze politiche presso l’Università di Roma, ha intrapreso precocemente la carriera diplomatica, prestando servizio in alcune delle capitali simbolo della storia europea del secondo Novecento: Berlino negli anni della divisione, Mosca negli ultimi anni dell’Unione Sovietica, quindi Londra, Parigi e Ginevra. Ogni incarico ha contribuito a formare una visione del mondo fondata sull’osservazione diretta dei grandi snodi storici e sulla centralità della mediazione.
Nel corso della sua carriera, ha affiancato all’esercizio della funzione pubblica un’intensa attività culturale. Alla guida dell’Istituto Diplomatico “Mario Toscano” del Ministero degli Affari Esteri, ha avuto un ruolo decisivo nella formazione di nuove generazioni di diplomatici, riaffermando il valore della preparazione storica e culturale come fondamento dell’azione internazionale. Successivamente, come ambasciatore d’Italia presso l’UNESCO a Parigi e poi presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha operato nei principali contesti del dialogo multilaterale, confrontandosi con le grandi questioni della pace, del patrimonio culturale e dei diritti.
Parallelamente alla carriera diplomatica, Maurizio Serra ha costruito un’opera saggistica e narrativa di straordinaria coerenza e profondità. Storico delle idee e delle passioni politiche del Novecento, ha esplorato figure emblematiche della modernità europea, restituendo ritratti complessi e lontani dalle semplificazioni ideologiche: da Curzio Malaparte in Malaparte. Vite e leggende, a Italo Svevo in Antivita di Italo Svevo, da Gabriele D’Annunzio in L’Imaginifico. Vita di Gabriele D’Annunzio fino a Filippo Tommaso Marinetti in Marinetti et la révolution futuriste.
Tra le opere più recenti, il romanzo Amori diplomatici e il saggio Scacco alla pace. Monaco 1938 testimoniano la sua capacità di coniugare rigore storico e sensibilità narrativa. I suoi lavori gli hanno valso importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il Prix Goncourt per la biografia e il Prix Prince Pierre de Monaco.
Il punto più alto di questo percorso è giunto nel 2020 con l’elezione all’Académie Française. Sedendo nel fauteuil 13, già appartenuto a Simone Veil, Maurizio Serra è entrato in una delle istituzioni culturali più antiche e prestigiose d’Europa, in un passaggio di forte valore simbolico che testimonia la vitalità del dialogo culturale tra Italia e Francia.
La sua figura richiama, per affinità ideale, quella di Giulio Raimondo Mazzarino: un uomo capace di abitare più tradizioni senza rinunciare alla propria identità, trasformando l’appartenenza plurale in una risorsa.
Attraverso il suo percorso diplomatico, il suo magistero intellettuale e il riconoscimento internazionale della sua opera, Maurizio Serra rappresenta una delle voci più qualificate nel promuovere un’idea di Europa fondata sulla memoria, sul dialogo e sulla consapevolezza storica: un uomo dei due mondi che dimostra come il sapere e la diplomazia possano ancora costruire ponti duraturi tra le nazioni e tra le culture.