Nasce da un vero e proprio cortocircuito creativo il nuovo progetto musicale firmato da Alina J. Di Mattia, artista poliedrica che da sempre attraversa mondi diversi, dalla scrittura alla musica, fino alla lirica, costruendo universi narrativi in cui tradizione e contemporaneità si incontrano. Con Amores e Metamorphoses, il patrimonio classico si trasforma in materia accessibile e sorprendentemente attuale. Al centro c’è la grande eredità di Publio Ovidio Nasone, poeta dell’amore, del desiderio e della metamorfosi, che rientra oggi nell’immaginario contemporaneo in una veste completamente nuova: quella del pop.
Il percorso artistico di Alina nasce lontano dai grandi centri della musica italiana, partendo dalla provincia abruzzese in anni in cui, per una ragazza, riuscire a conquistare spazio nel panorama musicale nazionale non era affatto scontato. Da lì, arriva prima a Milano e poi a Roma, attraverso un percorso costruito passo dopo passo con passione e caparbietà. Il primo tassello importante è Forever, brano dance prodotto da Bruno Tavernese, oggi considerato un cult della dance italiana anni Ottanta e ricercato da collezionisti e appassionati del genere. Negli anni successivi arriva l’incontro con Claudio Mattone e l’esperienza con i Pummarola System, progetto con cui partecipa prima a Castrocaro e successivamente a Sanremo Giovani, entrando definitivamente nel circuito dei professionisti della musica italiana. È l’inizio di un cammino artistico interessante che la porterà a collaborare negli anni con protagonisti della musica italiana come Giuni Russo, Gianni Bella, Michele Zarrillo, Sal Da Vinci, e molti altri ancora, sviluppando una capacità singolare di muoversi con naturalezza tra pop, musica lirica, scrittura e attività accademiche.
Parallelamente cresce anche l’esperienza sui palchi italiani ed esteri, mentre si consolida il suo lavoro nell’organizzazione e nella produzione di grandi eventi di comunicazione nazionale e internazionale. Produce con Michele Montereali, importanti produzioni realizzate per Rai, tra cui l’Apertura internazionale delle Porte Sante, in mondovisione, il Concerto ad Honorem con nomi altisonanti come Josè Carreras, presentato da Monica Maggioni, e il Premio Italiani nel mondo, con ospiti prestigiosi quali Gigi Proietti, Claudia Cardinale, condotto da Paola Saluzzi, progetti che uniscono musica, memoria e identità culturale italiana. Accanto al compianto Maestro Renato Serio firma inoltre due inni del Giubileo, interpretati dal soprano cinese Hongmei Nie, inoltre, produce e organizza il Radio Cuore Tour, di cui è anche conduttrice ufficiale, e collabora alla mostra di pittura Titian to Tiepolo in Australia, con Vittorio Sgarbi, e al prestigioso evento a Xi’an, in Cina, dal titolo L’Opera italiana sulla Via della Seta , confermando una sensibilità artistica capace di spaziare dalla musica pop alla musica colta e alla lirica. All’attività artistica affianca costantemente l’attività letteraria e giornalistica, costruendo negli anni un percorso fondato sulla valorizzazione della cultura italiana e delle sue radici europee.
Per questo nuovo universo musicale sceglie Neneh Lee Bush, avatar digitale ideato dalla stessa autrice, figura artistica che incarna la fusione tra innovazione tecnologica e sperimentazione musicale. Sono due i brani già disponibili su tutte le piattaforme digitali e pronti a candidarsi come colonne sonore dell’estate. Amores rappresenta il lato più immediato e brillante del progetto: una canzone pop fresca e coinvolgente, ispirata liberamente alla poesia elegiaca latina e al conflitto eterno tra amore e odio. Più intenso e ipnotico è invece Metamorphoses, un brano che unisce sonorità partenopee e suggestioni arabe in un sound magnetico e decisamente ballabile. Qui il riferimento è al finale delle Metamorfosi (Libro XV), dove Ovidio celebra la propria immortalità artistica. Il celebre VIVAM diventa un hook potente, quasi rituale, trasformandosi in un’esplosione sonora destinata a restare impressa e a evocare un desiderio antico ma ancora attualissimo, lasciare un segno nel tempo.
«Sono profondamente grata agli strumenti tecnologici di oggi», racconta l’autrice, «perché mi permettono di tradurre concretamente tutto ciò che immagino da anni. Questa sperimentazione con il latino è stata ovviamente un gioco, ma ho pronti progetti molto più ambiziosi, come la sceneggiatura di un film e un musical fuori dagli schemi».
Alina arriva da un periodo particolarmente intenso e ricco di riconoscimenti. Il suo saggio Giulio Mazzarino, l’abruzzese alla corte del Re Sole è stato vincitore del Premio Gioacchino Volpe ed è stato presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026. Parallelamente accompagna in Italia e all’estero il Magnifico Italian Trio, ensemble lirico, attualmente impegnato nella registrazione del primo singolo scritto dalla stessa autrice, confermando il suo forte legame con il mondo della musica colta anche mentre esplora nuovi linguaggi pop e contemporanei.
La dimostrazione che i classici non appartengono soltanto al passato, ma possono ancora trasformarsi, evolversi e arrivare nelle cuffie, nelle radio e perfino nelle discoteche. E forse, questa estate, sarà impossibile non ascoltarli.
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